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coenzima q10 (coq10): benefici, carenza e integratori

Coenzima Q10 (CoQ10): Benefici, Carenza e Integratori

Che cos'è il coenzima Q10

Il coenzima Q10, chiamato anche CoQ10 o ubichinone, è una sostanza simile a una vitamina che il nostro organismo è in grado di produrre da solo e che si trova in quasi tutte le cellule del corpo. Il nome "ubichinone" richiama proprio questa caratteristica: deriva da ubiquitario, cioè presente ovunque. Le concentrazioni più alte si trovano negli organi che consumano più energia, come il cuore, il fegato, i reni e i muscoli.

Il coenzima Q10 svolge due compiti fondamentali. Il primo è legato alla produzione di energia: all'interno dei mitocondri, le "centrali energetiche" delle cellule, partecipa alla catena di reazioni che trasforma i nutrienti in ATP, la molecola che fornisce energia a ogni attività dell'organismo. Il secondo è un'azione antiossidante: nella sua forma ridotta, l'ubichinolo, aiuta a proteggere le membrane cellulari e le lipoproteine dai danni dei radicali liberi e contribuisce a rigenerare altri antiossidanti, come la vitamina E.

Dove si trova negli alimenti

Una piccola parte del coenzima Q10 arriva dall'alimentazione. Le fonti più ricche sono le carni, in particolare le frattaglie come cuore e fegato, il pesce azzurro come sgombro, sardine e aringhe, la carne di manzo e di pollo. Nel mondo vegetale se ne trovano quantità minori in olio di soia e di colza, frutta secca, semi, spinaci, broccoli e cavolfiori. Con una dieta varia se ne assumono comunque pochi milligrammi al giorno: la maggior parte del fabbisogno è coperta dalla produzione interna.

Quando i livelli si riducono

1. Con l'età

La capacità dell'organismo di sintetizzare il coenzima Q10 diminuisce progressivamente con gli anni, già a partire dai quaranta. Per questo è un ingrediente molto diffuso negli integratori pensati per gli adulti e per gli anziani.

2. Con l'uso di statine

Le statine, i farmaci più usati per ridurre il colesterolo, bloccano un enzima che serve anche alla produzione del coenzima Q10. Per questo alcuni medici valutano l'integrazione in chi le assume e lamenta stanchezza o dolori muscolari. È una decisione da prendere con il proprio medico, senza mai sospendere la terapia di propria iniziativa.

3. In alcune condizioni particolari

Livelli più bassi sono stati osservati in persone con malattie cardiovascolari, diabete, malattie neurodegenerative e in chi pratica attività fisica molto intensa. Esistono inoltre rare carenze di origine genetica, che vengono diagnosticate e seguite da centri specialistici.

I possibili benefici

  • Energia e stanchezza: per il suo ruolo nei mitocondri, è spesso proposto nei periodi di affaticamento fisico e mentale, anche in associazione a vitamine del gruppo B, magnesio e L-carnitina.
  • Cuore e circolazione: è uno degli integratori più studiati in ambito cardiovascolare; i risultati sono interessanti, ma il suo eventuale impiego in chi soffre di patologie cardiache va sempre deciso dal cardiologo.
  • Attività sportiva: alcuni sportivi lo utilizzano per sostenere il recupero, anche se le prove sui benefici in termini di prestazione sono contrastanti.
  • Pelle: grazie all'azione antiossidante è presente in molte creme antietà, che lo applicano direttamente sulla pelle per contrastare i segni dell'invecchiamento.
  • Fertilità: è spesso inserito, insieme ad altri antiossidanti, negli integratori dedicati alla fertilità maschile e femminile.

Ubichinone o ubichinolo: quale scegliere

Negli integratori il coenzima Q10 si trova in due forme. L'ubichinone è la forma ossidata, la più diffusa e stabile; l'organismo la converte in ubichinolo dopo l'assorbimento. L'ubichinolo è la forma ridotta, già attiva, che secondo alcuni studi viene assorbita meglio, soprattutto nelle persone anziane, ma di solito ha un costo più alto. Poiché il coenzima Q10 è una molecola liposolubile, cioè si scioglie nei grassi, va assunto preferibilmente durante un pasto che contenga un po' di grassi; alcune formulazioni sono pensate apposta per migliorarne l'assorbimento.

Sicurezza ed effetti indesiderati

Alle dosi indicate sulla confezione il coenzima Q10 è generalmente ben tollerato. Talvolta può causare disturbi digestivi lievi, come nausea o diarrea, e, se assunto la sera, difficoltà ad addormentarsi in alcune persone. Merita attenzione l'interazione con i farmaci anticoagulanti come il warfarin, di cui potrebbe ridurre l'effetto: chi li assume deve parlarne prima con il medico. Anche chi segue una terapia per la pressione o per il diabete dovrebbe confrontarsi con il medico, perché il coenzima Q10 potrebbe influire sui valori. In gravidanza e durante l'allattamento non va assunto senza indicazione medica.

Come scegliere l'integratore

  • controllare la forma (ubichinone o ubichinolo) e la quantità per dose;
  • valutare le associazioni con altri nutrienti, in base all'obiettivo: energia, cuore, sport o pelle;
  • preferire prodotti di qualità, conservati al riparo da luce e calore;
  • rispettare le dosi consigliate e avere pazienza: gli eventuali benefici si apprezzano dopo alcune settimane di uso costante.

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