Che cos'è la sindrome dell'occhio secco
La superficie dell'occhio è protetta da un sottilissimo strato liquido, il film lacrimale, che a ogni battito di ciglia viene distribuito sulla cornea per nutrirla, lubrificarla e difenderla da polvere e microrganismi. Il film lacrimale è formato da tre componenti: uno strato mucoso, a contatto con l'occhio, che aiuta le lacrime ad aderire; uno strato acquoso intermedio, prodotto dalle ghiandole lacrimali; uno strato lipidico esterno, secreto dalle ghiandole di Meibomio situate nelle palpebre, che impedisce l'evaporazione.
Si parla di occhio secco quando le lacrime sono prodotte in quantità insufficiente oppure evaporano troppo in fretta perché la loro composizione è alterata. È un disturbo molto diffuso, che aumenta con l'età e interessa in modo particolare le donne dopo la menopausa e chi trascorre molte ore davanti a uno schermo.
I sintomi più comuni
- sensazione di sabbia o di corpo estraneo nell'occhio;
- bruciore, prurito e arrossamento;
- affaticamento visivo, soprattutto a fine giornata;
- visione offuscata che migliora sbattendo le palpebre;
- fastidio alla luce e difficoltà a tollerare le lenti a contatto;
- lacrimazione eccessiva: può sembrare un paradosso, ma l'occhio irritato reagisce producendo lacrime "di riflesso", acquose e poco protettive.
Le cause e i fattori di rischio
1. Schermi e lavoro al computer
Quando fissiamo uno schermo sbattiamo le palpebre molto meno del normale, anche della metà: il film lacrimale non viene rinnovato e la superficie dell'occhio si asciuga.
2. Ambiente
Aria condizionata, riscaldamento, vento, fumo, smog e aria secca degli aerei accelerano l'evaporazione delle lacrime.
3. Età e ormoni
Con gli anni la produzione lacrimale si riduce; in menopausa il calo degli ormoni accentua il problema.
4. Lenti a contatto
Un uso prolungato o lenti non adatte possono ridurre l'ossigenazione della cornea e alterare il film lacrimale.
5. Disfunzione delle ghiandole di Meibomio e blefarite
Se le ghiandole palpebrali producono un sebo troppo denso, lo strato lipidico si assottiglia e le lacrime evaporano rapidamente. È una delle cause più frequenti di occhio secco.
6. Farmaci e malattie
Alcuni antistaminici, antidepressivi, farmaci per la pressione e contraccettivi possono ridurre la lacrimazione; anche malattie come la sindrome di Sjögren, l'artrite reumatoide o i disturbi della tiroide si associano spesso all'occhio secco. Dopo un intervento di chirurgia refrattiva il disturbo è comune nei primi mesi.
I trattamenti
1. Lacrime artificiali
Sono il primo rimedio: colliri e gel lubrificanti che integrano il film lacrimale. Quelle a base di acido ialuronico trattengono l'acqua sulla superficie oculare e hanno un effetto prolungato; esistono formulazioni con componenti lipidici, indicate quando il problema è l'evaporazione, e gel più densi da usare la sera. Per un uso frequente sono preferibili i prodotti senza conservanti, disponibili in flaconcini monodose o in flaconi multidose con sistemi di filtraggio.
2. Igiene palpebrale e impacchi caldi
In caso di blefarite o disfunzione delle ghiandole di Meibomio, applicare per alcuni minuti un impacco caldo sulle palpebre chiuse e poi pulirle con salviette o detergenti specifici aiuta a fluidificare il sebo e a migliorare la qualità delle lacrime.
3. Integratori di omega-3
Gli acidi grassi omega-3, presenti nel pesce azzurro e nei semi di lino, sono spesso proposti come supporto alla qualità del film lacrimale, in associazione ai trattamenti locali.
4. Terapie oculistiche
Nei casi più importanti l'oculista può prescrivere colliri antinfiammatori o immunomodulanti, l'applicazione di piccoli tappi nei puntini lacrimali o trattamenti ambulatoriali per le ghiandole palpebrali.
Le abitudini che aiutano
- durante il lavoro al computer seguire la regola del "20-20-20": ogni 20 minuti guardare per 20 secondi un oggetto a circa 6 metri di distanza;
- posizionare lo schermo leggermente più in basso degli occhi, così da tenerli meno spalancati;
- ricordarsi di sbattere le palpebre in modo completo;
- usare un umidificatore negli ambienti riscaldati e non dirigere il getto dell'aria condizionata verso il viso;
- indossare occhiali da sole avvolgenti nelle giornate ventose;
- bere a sufficienza e non fumare;
- rispettare i tempi di utilizzo e le regole d'igiene delle lenti a contatto.
Se porti le lenti a contatto
Chi usa le lenti a contatto è particolarmente esposto al disturbo. Conviene scegliere lacrime artificiali compatibili con le lenti, indicate chiaramente sulla confezione, e instillarle prima di indossarle e durante la giornata. È utile alternare le lenti con gli occhiali, soprattutto nelle giornate trascorse al computer o in ambienti climatizzati, non dormire mai con le lenti se non sono espressamente previste per l'uso notturno e sostituirle secondo le indicazioni del produttore. Se il fastidio diventa costante, l'oculista o il contattologo possono valutare materiali più idratanti o lenti giornaliere.
Quando rivolgersi all'oculista
È opportuno farsi visitare se il fastidio persiste nonostante l'uso delle lacrime artificiali, se compaiono dolore, forte sensibilità alla luce o un calo della vista, se l'occhio è molto arrossato o se ci sono secrezioni. Questi sintomi possono indicare un'infiammazione o un'infezione che richiede un trattamento specifico.
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